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VIII Centenario della Traslazione di S. Andrea

Amalfi


Salerno Turismo
in collaborazione con la Capitaneria del Porto di Salerno, ha seguito l'evento della traslazione del corpo di S. Andrea Apostolo.

Emozioni, quelle forti. Gioia, quella indescrivibile. Un pizzico di commozione, quella che non guasta mai. Così potremmo riassumere l'VIII Centenario della traslazione del corpo di S. Andrea Apostolo da Costantinopoli ad Amalfi. Nel Segno dell'Unità della Chiesa e della Pace nel Mondo, questa la "strada" maestra percorsa per accompagnare la venerata Reliquia del Capo di S. Andrea. Una tre giorni indimenticabile (dal sei all'otto maggio scorsi) con palcoscenici d'eccezione. Un passo alla volta, tra ricordo e fede, attraversando Roma, presso la Basilica di S. Andrea della Valle, Gaeta, presso la Chiesa Cattedrale, ed Amalfi. Il punto di scrittura è d'obbligo. Perché, direste voi? Perché nella ridente cittadina costiera, la venerata Reliquia del Capo è giunta via mare, solcando le dolci onde della pace, con l'attenta assistenza della nave della Marina Militare Italiana. Nell'arrivo in rada pellegrini a iosa ad accogliere il Santo. Atto di profonda commozione, seguito in religioso silenzio, la commemorazione del Santo e di tutte le marinerie del mondo con una Supplica alla pace letta dall'ammiraglio Campregher. Cala il sipario con una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal cardinale Walter Kasper, Legato Pontificio inviato da Papa Benedetto XVI come rappresentante ad Amalfi della Santa Sede, ed un concerto della banda centrale della Marina presso la Basilica del Crocifisso. Prima di lasciarvi, a partire dai prossimi giorni, con un ampio e minuzioso (attimi per attimo o scatto per scatto, fate voi) reportage fotografico, firmato dall'occhio vigile di Enzo Figliolia per Salerno Turismo, vogliamo sottolineare la parola chiusura con quella che è un po' di storia del nostro ed amato S. Andrea Apostolo. Tra gli apostoli è il primo che incontriamo nei Vangeli: il pescatore Andrea, nato a Bethsaida di Galilea, fratello di Simon Pietro. Nel 357 i suoi resti vengono portati a Costantinopoli; ma il capo, tranne un frammento, resta a Patrasso. Nel 1206, durante l'occupazione di Costantinopoli (quarta crociata) il legato pontificio cardinale Capuano, di Amalfi, trasferisce quelle reliquie in Italia. E nel 1208 gli amalfitani le accolgono solennemente nella cripta del loro Duomo. L'8 maggio del 1208, una data che resterà scolpita a caratteri indelebili nella Chiesa Amalfitana, il Corpo giunse, via mare, ad Amalfi, accolto da un popolo in festa sotto una pioggia di fiori. In Cattedrale, ottenuto il silenzio, il Cardinale aprì il baule e mostrò a tutti i presenti caput et ossa reliqua, cioè l'intero Corpo del Santo.L'urna d'argento contenente i resti mortali del venerato apostolo fu posta sotto l'altare della Cripta coperta da un masso di marmo nel quale fu scavato un pozzetto, al di sopra del quale venne posta l'ampolla per la Manna.Per precauzione, alcune ossa, tra cui il capo, vennero divise dal resto del corpo e posizionate in luogo diverso, per evitare che, con un eventuale saccheggio o dopo una richiesta di restituzione, Amalfi venisse totalmente privata di quel grande tesoro. Siccome erano in pochi a conoscerne l'ubicazione, se ne persero le tracce, cosa che accadde per ben due volte. L'urna di marmo ritornò alla luce il 28 gennaio 1846 e riportata alla venerazione di tutti. Quando nel 1460 i Turchi invadono la Grecia, il capo dell'Apostolo viene portato da Patrasso a Roma, dove sarà custodito in San Pietro per cinque secoli. Ossia fino a quando il papa Paolo VI, nel 1964, farà restituire la reliquia alla Chiesa di Patrasso.


Articolo di Alfonso Tartarone
Foto di Enzo Figliolia

Si ringrazia per la preziosa collaborazione la Capitaneria del Porto di Salerno nella persona del Comandante Vincenzo De Luca, inoltre, ringraziamo il Comandante in seconda Antonio Raffaele Caporaso, il Capitano di Corvetta Ernesto Maffia, il Comandante della motovedetta Capo di Prima Classe Mario Piscino e tutto il suo equipaggio.