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Castagna di Serino DOP

Cultivar Montemarano e Verdole

Nella denominazione "Castagna di Serino" si comprendono due cultivar locali: la "Montemarano" e la "Verdole". La prima, detta anche "Santimango" o "Marrone di Avellino", è considerata dagli esperti tra le migliori varietà italiane soprattutto per le caratteristiche di pregio dei suoi frutti. Dimensioni medio-grosse dei frutti (da 50 a massimo 70 frutti per kg di prodotto), seme bianco-latteo, solcature superficiali, polpa dolce e croccante sono infatti i principali parametri di qualità che la fanno particolarmente apprezzare dai consumatori e dall'industria di trasformazione. La "Verdole" assolve soprattutto alla funzione di varietà impollinatrice, anche se in molte valli a quote basse essa rappresenta la cultivar prevalente in quanto più resistente alle nebbie e al crittogame. I suoi frutti sono di pezzatura media (media 69-75/kg), più tondeggianti e più brillanti.

AREA DI PRODUZIONE
La castanicoltura occupa un posto di rilievo nel riquadro economico e produttivo dell'Alta valle del Sabato e dei Monti Picentini, assicurando buoni redditi all'intera comunità locale. La superficie interessata è stimata in oltre 5000 ettari, che rappresenta più di un quarto della superficie totale di castagneti a frutto delle province di Avellino e Salerno. La produzione è di circa 100.000 quintali di castagne all'anno, di cui il 50% viene solitamente destinato all'esportazione, mentre l'altro 50% in proporzioni più o meno uguali, è ripartito tra le industrie di trasformazione e il consumo fresco. L'areale di elezione della DOP della "Castagna di Serino" in provincia di Salerno, è individuabile nei territori dei comuni di: Baronissi, Calvanico, Castiglione del Genovesi, Giffoni Valle Piana, Giffoni Sei Casali, Mercato San Severino, San Cipriano Picentino e San Mango Piemonte.

Testo tratto da "Itineraria Picta" - Percorsi e Itinerari tra storia e natura
della Comunità Montana "Zona Monti Picentini"