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Archeologia Minore nel Cilento

ARCHEOLOGIA MINORE NEL CILENTO

Il patrimonio archeologico del Cilento non è rappresentato solo da Paestum e Velia. Gli scavi finora eseguiti ed i rinvenimenti occasionali, hanno aperto nuove frontiere all'approfondimento dello studio delle popolazioni e delle culture che coesistevano in questa zona. Nella zona di Agropoli, città comunemente ritenuta fondata dai bizantini, sono venute alla luce tombe di epoca anteriore ed un terrazzamento, forse sostegno di un tempio pagano.
A San Marco di Castellabate vi sono resti di un porticciolo greco-romano e tombe lucane, mentre tra la punta e l'isolotto di Licosa, con avanzi di fabbriche antiche, vi sono resti di una strada costiera.
A Pioppi nel secolo scorso furono rinvenuti resti di un porto commerciale e si pensa che Ottaviano, in viaggio per la Sicilia, vi avesse fatto tappa con la sua flotta.
Da Velia si dipartiva una strada, il cui tracciato per alcuni chilometri è ancora percorribile, detta Vie Saline, in quanto serviva per il commercio del sale con le Puglie, tramite il passo di Cannalonga.
Di fronte a Cannalonga, c'è Moio della Civitella, sulla cui sommità si trovano organici resti di un avamposto fortificato di Velia, risalente alla fine del V sec. a.C., realizzato dai Lucani per una migliore difesa. Sono evidenti lunghi tratti di mura, vani rettangolari delle abitazioni e una piazzetta pavimentata. I reperti rinvenuti (coppe ioniche della fine del VI sec. a.C.) fanno addirittura supporre che l'area fosse abitata già prima della costruzione fortificata.
Palinuro presenta rilevanti testimonianze greche : un insediamento neolitico del quarto millennio a.C., insediamenti del VI, V e IV sec. a.C. nelle località di San Paolo, Saline e Tempa della Guardia. Nel fondo marino furono rinvenute due ancore antiche nel tratto di mare attorno al promontorio, difficile per la navigazione, dove infatti naufragò la flotta di Ottaviano.
La località Molpa, sulla strada per Marina di Camerota, doveva essere un porto dipendente da Velia (portus velinus). Sulla collina, dov'era l'acropoli, vi sono resti del castello medioevale, mentre l'insediamento fu distrutto dal pirata Barbarossa nel '400.
Le mura di cinta del centro storico di Policastro Bussentino (la greca Pixous e la romana Buxentum) risalgono al VII sec. a.C. e presentano sovrapposizioni greche, romane e medioevali.
A Sapri, già colonia greca (Scidro, poi Sibaris), sono state scoperte fabbriche di epoca romana (forse la villa dell'Imperatore Massenzio) ed un porto del II sec. d.C. al di sotto dell'attuale livello del mare. Di recente l'interesse degli ambienti archeologici è cresciuto attorno a Sapri per il rinvenimento di selci, resti di lavorazione e di pasti dell'età paleolitica, e reperti dell'età del bronzo.
Tra le novità archeologiche di questi ultimi anni, va segnalato lo scavo della zona fra Torre Orsaia e Roccagloriosa, dove sono venute alla luce delle necropoli con relativo corredo tombale del periodo lucano e resti di fattorie sparse.