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GIFFONI VALLE PIANA


GIFFONI VALLE PIANA
Il cinema è di casa
 

I tanti piccoli nuclei abitativi situati nella valle delimitata dai monti Picentini formano l'antica "Università di Giffoni valle e piano". Diverse sono le interpretazioni relative al nome Giffoni. Alcuni lo fanno derivare da Junonis Phanum, un presunto tempio edificato in onere della dea Giunone, altri dal verbo greco foneo che significa "mandar suoni", altri ancora dal latino gens funis ovvero "terra di gente ribelle", ma l'interpretazione più accettabile è che il toponimo Giffoni sia riferito a un nome di persona. Il determinante "valle e piano", invece, si riferisce sicuramente alla varietà morfologica del territorio. Alcuni ritrovamenti risalenti al III sec a.c. (le fornaci di Santa Maria a Vico) e al III sec d.C. (sacello di Ercole in località Campo) dimostrano che questa zona era abitata sin dall'antichità. Lo Stato di Giffoni, composto da ben 36 casali, fu sciolto con l'abolizione dei feudi nel 1806 facendo così nascere i due comuni di Giffoni Valle Piana e Giffoni Sei Casali. Tra gli eventi storici che hanno interessato questo territorio, va ricordata l'elevazione a diocesi dello Stato di Giffoni avvenuta per volere del papa Clemente VII, e con l'influenza del nostro concittadino Luca Gaurico, nel Concilio del 6 marzo del 1531. Il papa trasformò in Cattedrale la Chiesa dell'Annunziata e nominò primo vescovo Innico d'Avalos, vescovo di Aquino. A tale decisione si oppose in maniera talmente energica il cardinale Rodolfi, arcivescovo di Salerno, tanto che la Santa Sede dovette revocare la sua decisione.

             
Città dell'olio        Città della nocciola

ARTE A GIFFONI VALLE PIANA

Convento dei Cappuccini: Edificio di forma quadrangolare, fu costruito alla fine del Cinquecento, a spese delle tre Università, nella località detta "Lo Tuoppolo". Nel 1811 venne soppresso per poi essere riaperto nel 1817 per volere del vescovo di Salerno, monsignor Pinto, fino al 1873 quando fu chiuso di nuovo. Nel 1903 fu riammessa la comunità religiosa e nel 1955 venne costruito il secondo piano per ospitare lo studentato in teologia e filosofia. La chiesa del convento, ovvero, la Chiesa della Santissima Trinità ospita una pala attribuita a Francesco Curia.

Chiesa dell'Annunziata:
Le notizie storiche la identificano con quella di S. Maria de Castella del 970 d.c. Essa si presenta a croce latina e al suo interno si possono ammirare una tavola del '500, un pulpito ligneo del '700 ed una Via Crucis risalente al XVII sec. di proprietà del musicista Johan Strauss e donata alla parrocchia nel 1986 dall'Associazione Industriali di Baviera. Nel 1531 divenne sede della Diocesi. Conserva la reliquia della Sacra Spina che si festeggia tutti i venerdì del mese di marzo.

Chiesa di Santa Maria a Vico:
Fu trasformata durante, il dominio bizantino, in tempio paleocristiano a croce greca. La costruzione, ritenuta erroneamente un tempio dedicato a Giunone Argiva, si trova al centro di uno dei tanti villaggi esistenti sin dal IV secolo.

Convento di Carbonara:
Fondato nel 1490, fu uno dei 4 conventi serviti dell'Italia Meridionale. La Chiesa conserva affreschi di epoca cinquecentesca raffiguranti episodi della vita mariana. E' situato a 1 Km dalla frazione Curti.

Convento di San Francesco:
Fu eretto ai piedi della collina del Castello di Terravecchia nel Trecento e poi ampliato intorno al Cinquecento. Nella chiesa annessa veniva conservata la Sacra Spina che con la soppressione del Convento nel 1808 venne portata nella Chiesa dell'Annunziata. Sul lato sinistro della chiesa il coemeterium. Oltre alla chiesa e al coemeterium vi è il chiostro ogivale, a pianta quadrata, con sei archi per lato appoggiati su pilastri ottogonali. Gli ambienti laterali erano, un tempo, adibiti a refettorio e sala capitolare, mentre le pareti sono decorate con affreschi di scuola giottesca risalenti al Trecento.

Castello di Terravecchia:
Si erge sulla cima di una collina dai secolari ulivi ed è circondato da una cinta muraria che, lunga due chilometri, racchiude, in un'area di 2.000 metri, l'antico borgo.


Testo tratto da "Itineraria Picta" - Percorsi e Itinerari tra storia e natura
della Comunità Montana "Zona Monti Picentini"