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SAN MANGO PIEMONTE


SAN MANGO PIEMONTE

San Mango Piemonte, piccolo Comune della Provincia di Salerno, è posto in amena posizione a 240 ml/slm, ai piedi dei Monti Picentini, in una fertile pianura lievemente degradante sino ai piedi delle colline di Giovi. Di origine antichissima, fu fondato da profughi Picentini nell'88 a. C., anno della distruzione della città di Picentia ad opera dei Romani che costrinsero gli abitanti ad esiliare ed a vivere sui monti intorno alle rovine della loro città, dando inizio così ai primi nuclei dei paesi della Valle (odierna Valle del Picentino). L'attuale dizione di San Mango Piemonte è l'allitterazione ed abbreviazione del primitivo duplice nome di Terra Sancti Magni Pederrontis, da quello del suo Santo Patrono e da un primitivo più antico nucleo ai piedi del Monte Tubenna (sulle cui pendici sorse un'antica e famosa Abbazia nota come Abbazia di Santa Maria di Tubenna e di cui ancora oggi si conservano i resti). Una radicata tradizione popolare vuole, infatti, che Magno (Vescovo di Anagni) martirizzato durante le persecuzioni di Decio nel 252 d. C.) per non cadere nelle mani dei persecutori, pellegrinando, sia passato per San Mango (naturalmente a quei tempi non noto con tale dizione) e si sia rifugiato in una grotta naturale sul monte che prende proprio il nome di San Magno, e morto, sia apparso ai fedeli, designando la grotta come luogo dove voleva che sorgesse, come difatti sorse, un eremo. Ed è a questo eremo, ripristinato dall'amore popolare, che i fedeli ascendono processionalmente ogni 19 agosto, festa del Santo, prostrandosi davanti alla miracolosa immagine del Patrono, affrescata sulla parete della roccia e datata 1541. San Mango fu inizialmente un piccolo nucleo di abitanti legato alle vicende della vicina città di Salerno (ne dista infatti solo 10 Km) ma già nel XII secolo aveva la sua importanza e faceva parte del sistema difensivo orientale dell'antico Principato di Salerno, come dimostrano i resti di fortilizi esistenti sul Monte San Magno (Castello Merola) e nella zona denominata Monticelli, nonchè un caposaldo ben munito, denominato Castel Vetrano, oggi in territorio del Comune di San Cipriano Picentino. Di certo nel XIII secolo aveva già la sua Universitas e provvedeva, insieme con Salerno e Cava, al mantenimento del Castello di Salerno. La fortuna di San Mango crebbe quando, nel secolo XIII signori dei luogo divennero i Santomango (ramo cadetto dell'antica famiglia D'Aquino) e fu in tale periodo che San Mango si distaccò dal Principato di Salerno, formando l'antica e famosa Baronia di Santo Mango. Quando nel 1458 la nobile Masella di Santomango, figlia del nobile cavaliere Baldassare, Signore di San Mango, sposò Niccolò Sannazaro, si tennero nel Castello di San Mango grandi celebrazioni e qualche anno più tardi nacque a Napoli Jacopo Sannazaro. Verso il 1470 il padre di Jacopo morì e la madre Masella preferì fare ritorno a San Mango dove il poeta trascorse gran parte della sua adolescenza. In lui sarà sempre vivo il ricordo della madre e della terra materna e certo furono quegli anni che lo indussero scrivere la celebre Arcadia ed a cantare le bellezze dei Luoghi Picentini (III Elegia). Con la rovina dei Santomango, San Mango passò ai Sanseverino e poi ai Caracciolo e quindi ai Cavaselice che si fregiarono del titolo di Marchesi dì San Mango e ne furono signori fino al XVIII secolo. Riacquistata la sua libertà Comunale, San Mango, al pari dei paesi vicini, subì le vicende del tempo, sempre prodiga di uomini e di sangue per le lotte dell'indipendenza nazionale. Terra natale di Adriana Alfenito, madre del grande economista Antonio Genovesi, nato nella vicina Castiglione, San Mango ha dato i natali a Raffaele Cavallo, poeta e patriota, nato nel 1779; a Raffaele Cavallo nato nel 1828, patriota; a Giuseppe Cavallo, garibaldino; ad Ortensio Cavallo, poeta di facile vena, nato il 1873 e morto nel 1943. Questi, per la sua grande passione per la vita rustica, per cui scrisse tanti altri versi, meritò l'appellativo dì vate agreste. San Mango è anche la terra di Francesco Spirito, nato nel 1842 e morto nel 1914, patriota, uomo politico ed avvocato, fu deputato per sette legislature. In lui rifulsero la fierezza del carattere e l'onestà della missione, fu una delle massime personalità politiche del Mezzogiorno, oggi ingiustamente dimenticata. Anche Beniamino Spirito, fratello di Francesco, nacque a San Mango nel 1854 e fu deputato e poi senatore e presidente di varie società industriali di trasporti; morì nel 1934. Oggi San Mango ha una superficie di Kmq. 5,65 ed una popolazione di circa 2.300 abitanti, dedicata prevalentemente all'impiego, all'industria ed all'agricoltura. Gode di un'aria particolarmente salubre e la vicinanza alla città di Salerno ne fa un ambito luogo di rifugio dalla vorticosa vita cittadina. Oltre all'eremo di San Mango ha tre chiese (S. Maria e S. Magno, San Nicola e Sant'Antonio, San Matteo ad Offiano che risalgono all'XI ed al XII secolo, ma sono state più volte ricostruite. Particolarmente bello è il portale in pietra della chiesa di San Matteo ad Offiano.

                        
Città della mela annurca                Città della nocciola
     Comune Capofila

SAN MANGO PIEMONTE - CITTA' DELLA MELA ANNURCA
La città della Mela Annurca è una delle "Città d'Identità" inserite nella rete RES TIPICA, un progetto di marketing territoriale per la tutela e la valorizzazione dei prodotti tipici locali, intesi come beni culturali, e promosso dal Dipartimento Attività Produttive dell'A.N.C.I. - Associazione Nazionale Comuni Italiani. Nel quadro nazionale, la Campania è la regione che, oggi, raggiunge i livelli di produzione più alta, circa il 90%. Ma il rapporto con il nobile frutto ha origini antiche. Le raffigurazioni rinvenute negli scavi di Ercolano nei dipinti della Casa dei Cervi, domus sopravvissuta all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., testimoniano un legame antico con la terra campana. Plinio il Vecchio, nel "Naturalis Historia", ne attribuisce la nascita all'agro puteolano e, poiché Pozzuoli veniva considerata dallo scrittore sede della porta degli inferi, il frutto venne chiamato "Mala Orcula" (con riferimento alla sede dell'orco). Nel '500, Giovan Battista della Porta, studioso di filosofia e di magia naturale, nel descrivere le mele che si producevano a Pozzuoli utilizzò la definizione di "forcole". Nel corso dei secoli, poi, il nome fu trasformato da varie inflessioni dialettali fino ad assumere, nell'ottocento, la forma attuale di "Annurca", come compare nel Manuale di Arboricoltura di G.A. Pasquale. Oggi la Mela Annurca ha ottenuto dalla Comunità Europea il riconoscimento del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). I comuni che aderiscono alla "Città della Mela Annurca" sono impegnati in un ampio progetto di intervento e di sensibilizzazione rivolto alle comunità che accolgono le coltivazioni di questo frutto. L'Associazione si propone di lavorare per la ricomposizione di un solido tessuto agricolo che sia in grado di incrementare e valorizzare la presenza della preziosa mela valorizzando, al tempo stesso, l'identità ed il patrimonio culturale dei territori che la producono.

      
Testo tratto da "Itineraria Picta" - Percorsi e Itinerari tra storia e natura
della Comunità Montana "Zona Monti Picentini"