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Itinerario di Don Benedetto


ITINERARIO DI DON BENEDETTO
(San Cipriano ai tempi di Benedetto Croce)

Nell'estate del 1873 presso la Casa di Francesco Petroni, scampato alla sciagura familiare di Casamicciola, arriva Benedetto Croce, nipote di Donna Mariannina. In quella Casa, tra ricordi monarchici ed ardori liberali che accompagneranno anche i soggiorni di Silvio Spaventa (il quale vi custodiva un biliardo personale e per il quale venivano cucite camicie di lino), gli interessi del giovane storico si tramutarono nella trascrizione dei Canti d'amore e del rito dell'accoglienza nuziale, orecchiati sul largo di Palazzo (largo Petrone), sul sagrato della cappella dell'Immacolata o lungo il vicolo poi denominato Silvio Spaventa. Don Benedetto percorre le strade della San Cipriano moderna che in quegl'anni si doterà di nuove opere: nel 1875 sarà costruito l'orologio pubblico (funzionante con ingranaggi originali regolati a mano) in cima alla chiesa dell'Addolorata, attaccata alle Carceri del Mandamento; nel 1878 l'architetto Alfonso Giannattasio firmerà il progetto per la costruzione della Fontana pubblica, attualmente conservato presso l'Archivio Storico Comunale (Custode delle memorie civiche).

Vignale. (Un piccolo borgo immerso nel verde).
L'antico Borgo di Vinealis è documentato sin dall' XI secolo. Lo domina la chiesa di Sant'Eustachio con il caratteristico campanile a pianta quadrangolare a più ripiani, terminante con un'ampia cella campanaria cuspidata solo negli anni Settanta dell'Ottocento. Non distante da Piazza Immacolata è costruita la cappella di San Biagio, protettore dei fabbricanti di mante di lana, oggi sede dell'Arciconfraternita dell'Immacolata. Qui è conservata una scultura lignea di fine XVII secolo, raffigurante l'Immacolata attribuita alla Bottega napoletana di Gaetano Patalano. A pochi passi è l'antica Casa dei Leone, poi, tra la strada della Vecchia Farmacia e Via Pizzo, le dimore dei D'Amato, degli Ardovino e dei Candido. Di Antonio Candido la Scuola Medica Salernitana (presso l'Archivio di Stato di Salerno) conserva uno dei diplomi miniati più belli. Il borgo sorge alle pendice del Monte Cerreta, immerso tra uliveti e castagneti. Dalla Piazzetta si apre una delle più suggestive vedute della Valle del Picentino. Qui si festeggia Sant'Eustachio e l'Immacolata Concezione. E' tradizione che in occasione di quest'ultima festività si celebri la vigilia con la preparazione di pizzelle con alici (pastella) e baccalà con patate. L'Otto Dicembre si tiene la solenne processione delle statue dell'Immacolata e San Giuseppe che scambiano (rispettivamente l'8 Dicembre ed il 19 Marzo) il mazzetto di fiori.

L'antica Pezzano e Filetta tra orti, vigneti e masserie.
E' il Catasto della Terra di Filetta e Pezzano del 1754 (conservato nell'Archivio Storico Comunale) a descrivere maggiormente questa zona. L'antica 'Ponzano', attaccata ad un fianco della Visciglieta (Monte Monna) si è conservata quasi intatta con il caratteristico lavatoio pubblico e la piccola cappella dedicata a San Francesco d'Assisi, davanti alla quale si svolgeva la vita comunitaria degli abitanti. Fatta di case coloniche, dove si aprono ancora antiche corti, di stretti vicoli costeggiati da architetture minori è un esempio urbanistica rurale picentina. Al limite dell'antico abitato sorge la trecentesca chiesa di San Giovanni Battista. Essa custodisce tre grandi ancone d'altare di fine XVI secolo e la vasca marmorea di un'acquasantiera, commissionata dal cappellano Cesare De Golia nel 1540. La pala d'altare, opera di una bottega napoletana, è dedicata alla Circoncisione di Gesù. Fu voluta dalla Famiglia Noschese per la Confraternita del Nome di Gesù che vi aveva sede. Il 24 Giugno si festeggia San Giovanni Battista con la solenne processione ed una fiera. La statua del Santo viene ornata da un verde grappolo d'uva quale apotropaico segno di buon raccolto per le viti e la produzione del Vino. La sera della vigilia, sul sagrato della chiesa, si friggono e si mangiano le anguille.
Proseguendo per la Fontana Vecchia si arriva a Filetta: intorno alla chiesa di Sant'Andrea e Margherita sorge un piccolo borgo costituito da architetture rurali e contadine e da interessanti residui delle antiche masserie. Si festeggia San Margherita a Luglio e Sant'Andrea Novembre. L'antica chiesa è descritta già nell'XI secolo. Ricostruita nel corso del XVI secolo e nel 1736 fu visitata da una missione guidata da Alfonso Maria de Liguori. Il sagrato è caratterizzato dalla presenza di un lavatoio pubblico che una lapide del 1914 ricorda essere stato alimentato dall'acquedotto pubblico.