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I Sindaci di Salerno

I SINDACI DI SALERNO

Testo di Vincenzo de Simone

Dal medioevo all'età napoleonica, quando furono istituiti i comuni, l'ente amministrativo territoriale del regno di Napoli fu l'università degli uomini liberi del territorio, retta da un sindaco e da un gruppo di eletti che rimanevano in carica dodici mesi con decorrenza, secondo il sistema indizionale, dal 1º settembre al 31 agosto dell'anno successivo.

I SINDACI DELL'UNIVERSITA'


L'università di Salerno era costituita dai territori oggi dei comuni di Salerno e di Pellezzano. Ricostruire la serie completa dei sindaci di quest'epoca è praticamente impossibile, non essendo pervenuti fino a noi che frammenti infinitesimali dell'archivio comunale; quelli qui elencati, quindi, sono solo i primi cittadini di cui è rimasta traccia.


Tiberio del Pezzo
(1º settembre 1596-31 agosto 1597)
Patrizio salernitano del seggio di Porta Rotese.

Orazio Prignano (1º settembre 1606-31 agosto 1607)
Patrizio salernitano del seggio di Porta Rotese.

Pietro Francesco Sciabica (1º settembre 1615-31 agosto 1616)
Patrizio salernitano del seggio del Campo. Il cognome della famiglia cui appartenne questo sindaco ebbe diverse varianti nell'arco di tempo Cinquecento-Settecento. La forma più antica fu Yssapica, divenuta poi Isciapica, quindi Isciabica o Sciabica; esse non ebbero una precisa sequenza temporale, ma furono usate fra di loro frammiste, tanto che il Manoscritto Pinto, in Biblioteca provinciale di Salerno, pur essendo tardo in relazione all'estinzione della famiglia, riporta la primitiva forma Yssapica.     

Lelio Grillo (1º settembre 1621-31 agosto 1622)
Patrizio salernitano del seggio del Campo.

Alfonso Cavaselice (1º settembre 1628-31 agosto 1629)
Patrizio salernitano del seggio del Campo.

Matteo del Pezzo (1º settembre 1669-31 agosto 1670)
Patrizio salernitano del seggio di Porta Rotese. Nel corso del suo mandato, il 29 marzo 1670, su sua sollecitazione, l'arcivescovo Gregorio Carafa decreta la demolizione della chiesa parrocchiale di San Grammazio, ufficialmente per l'inadeguatezza della struttura, in realtà per permettere ai gesuiti la creazione del largo attualmente Abate Conforti davanti alla loro chiesa del Gesù.   

Donato Siviglia (1º settembre 1696-31 agosto 1697)

Domenico Siviglia (1º settembre 1706-31 agosto 1707)

Gennaro Mazza (1º settembre 1751-31 agosto 1752)
Patrizio salernitano del seggio di Porta Nova.

Matteo Gaeta (1º settembre 1753-31 agosto 1754)

Matteo Amodio (1º settembre 1758-31 agosto 1759)

Andrea de Vivo (1º settembre 1760-31 agosto 1761)

Matteo del Pezzo (1º settembre 1761-31 agosto 1762)
Patrizio salernitano del seggio di Porta Rotese.

Matteo Amodio (1º settembre 1768-31 agosto 1769)

Matteo Cavaselice (1º settembre 1799-31 agosto 1800)
Patrizio salernitano del seggio del Campo.

Enrico Lembo (1º settembre 1804-31 agosto 1805)
Patrizio salernitano del seggio di Porta Rotese.

Andrea Galdo (1º settembre 1805-31 agosto 1806)
Del casale di Coperchia, che per effetto della prossima riforma del periodo napoleonico entrerà a far parte del comune di Pellezzano.

Giovanni Angelo Forte (1º settembre 1806-9 maggio 1807)
Quando fu eletto, Giuseppe Bonaparte già era stato creato dal fratello Napoleone re di Napoli, i francesi erano entrati nella Capitale il 4 febbraio e il 18 luglio si era arresa la fortezza di Gaeta, ultimo caposaldo borbonico. Forse la fine anticipata del suo mandato fu dovuta alla sua fede per la dinastia sospesa dalla storia; certo è che dopo di lui non ci saranno più i sindaci dell'università, ma quelli del comune e la durata dei mandati non seguirà più il sistema indizionale.


I SINDACI DEL COMUNE PREUNITARIO


Luigi Rinaldi
(10 maggio 1807-settembre 1807)
Il 9 maggio 1807 si conclude la contabilità del cassiere del comune per l'amministrazione precedente. Del 10 maggio è il primo mandato di pagamento a firma del nuovo sindaco Luigi Rinaldi; del 1º settembre dello stesso anno è l'ultimo.

Francesco Saverio d'Avossa (ultimi mesi del 1807-alcuni mesi del 1808)
Non sono pervenuti fino a noi, o essendo pervenuti non sono stati allo stato delle ricerche ritrovati, atti relativi all'amministrazione di questo sindaco. Ne conosciamo l'esistenza soltanto perché presente in un elenco del 1809 fra Luigi Rinaldi e Domenico Maria Carrara.

Domenico Maria Carrara (fino al 13 agosto 1808)
Della famiglia patrizia di Monte Corvino portatasi in Salerno agli inizi del Settecento e qui ascritta al seggio del Campo. Successore di Francesco Saverio d'Avossa, firma un atto il 21 giugno 1808.

Giovanni Pacifico (14 agosto 1808-17 giugno 1809)

Marciano Rinaldo (18 giugno 1809-31 dicembre 1810)

Francesco Saverio d'Avossa (1º gennaio 1811-31 dicembre 1811)

Andrea Lauro Grotto (1º gennaio 1812-31 maggio 1813)

Ignazio Panza (1º giugno 1813-31 dicembre 1814)

Luigi Rinaldo (1º gennaio 1815-11 giugno 1816)
Nel corso del suo mandato, il 20 maggio 1815, sul trono di Napoli ritornano i Borbone. Fra il 17 marzo 1816 e il termine del mandato gli atti amministrativi sono firmati dal secondo eletto, Raffaele Rota, che sostituisce il sindaco per motivi che ignoriamo.

Gennaro Maza (12 giugno 1816-30 giugno 1820)
Patrizio salernitano del seggio di Porta Nova. Presumibilmente il suo mandato avrebbe dovuto aver termine il 19 giugno 1820, poiché il giorno 20 di quel mese il suo successore firma il suo primo atto amministrativo; per motivi che ci sfuggono, anch'egli firma un atto amministrativo quel giorno e anche il 30 successivo qualificandosi Sindaco. Da notarsi che fra il 22 giugno e 4 luglio compaiono anche atti a firma dal secondo eletto, Raffaele Rota, nella qualità di facente funzioni da Sindaco.

Marciano Rinaldo (20 giugno 1820-31 agosto 1821)
Presumibilmente il suo mandato avrebbe dovuto aver inizio il 20 giugno 1820, giorno in cui firma il suo primo atto amministrativo; per motivi che ci sfuggono anche il suo predecessore firma un atto amministrativo quel giorno e anche il 30 successivo qualificandosi Sindaco. Da notarsi che fra il 22 giugno e 4 luglio compaiono anche atti a firma dal secondo eletto, Raffaele Rota, nella qualità di facente funzioni da Sindaco.

Andrea Lauro Grotto (1º settembre 1821-31 maggio 1823)

Giacomo Maria Carrara (1º giugno 1823-31 marzo 1826)
Della famiglia patrizia di Monte Corvino portatasi in Salerno agli inizi del Settecento e qui ascritta al seggio del Campo. Nei mesi da aprile a ottobre 1826 il comune fu retto da Camillo Giannattasio, che firma gli atti amministrativi qualificandosi 2º Eletto facente funzioni da Sindaco

Gennaro Vernieri (1º novembre 1826-9 giugno 1827)
Dopo la parentesi dell'amministrazione di Camillo Giannattasio, 2º Eletto facente funzioni da Sindaco, il cui ultimo atto è del 31 ottobre 1826, il 2 novembre compare il primo a firma di Gennaro Vernieri; l'ultimo sarà del 9 giugno 1827. Quindi ricompare il secondo eletto Camillo Giannatasio, ma questa volta sottoscrive Pel Sindaco impedito.

Amodio Zambrano (10 giugno 1827-10 gennaio 1829)
Presumibilmente per motivi di salute, alla data dell'investitura non fu in grado di intraprendere le funzioni di amministratore, per cui fra il 15 giugno e il 3 agosto 1827 fu sostituito da Camillo Giannatasio, che sottoscrive gli atti Il 2º Eletto Pel Sindaco impedito.

Mariano del Pezzo (11 gennaio 1829-24 settembre 1830)
Patrizio salernitano del seggio di Porta Rotese. Dal 26 settembre  all'8 novembre 1830 gli atti amministrativi sono a firma del secondo eletto Pel Sindaco in permesso. Lo stesso 8 novembre compare il primo atto sottoscritto dal successore.

Giacomo del Plato (8 novembre 1830-31 gennaio 1832)

Silvestro Izzo (1º febbraio 1832-28 marzo 1835)
Nativo di Nocera, laureato in legge, fra il 1809 e il 1818 fu patrocinatore legale a Salerno presso l'avvocato Ludovico Pinto, prima di aprire un proprio studio. Nonostante fosse sospettato di essere stato fra i simpatizzanti salernitani della rivolta del 1820 che costrinse Ferdinando I a concedere la costituzione, la sua designazione a sindaco di Salerno, per il triennio 1832-1834, fu approvata con Real decreto del 12 ottobre 1831. Il 15 novembre 1834, con voto unanime del Decurionato, fu confermato per un altro triennio, ma poi rinunciò aspirando alla carica di consigliere presso l'Intendenza di Principato Citeriore.

Giovanni Centola (30 marzo 1835-18 agosto 1838)

Domenico Giannatasio (19 agosto 1838-28 febbraio 1841)
Figlio di Bernardo, avvocato. La sua designazione è approvata con Real decreto del 29 maggio 1838, seguito il 17 agosto dal giuramento nelle mani dell'intendente. Il 19 agosto il sindaco uscente, Giovanni Centola, lo insedia nella carica.

Giuseppe Ram (1º marzo 1841-14 gennaio 1844)
Figlio di Francesco, avvocato, cinquantaduenne all'atto della candidatura il 23 agosto 1840. La sua designazione è approvata con Real decreto del 17 gennaio 1841; il giuramento nelle mani dall'intendente risulta già avvenuto il 1º marzo.

Pasquale Borrelli (15 gennaio 1844-31 dicembre 1846)
Figlio di Vincenzo, avvocato, originario di Rutino, cinquantenne all'atto della candidatura il 22 ottobre 1843. La sua designazione è approvata con Real decreto del 27 dicembre successivo, seguito il 13 gennaio 1844, verso le ore dodici di Francia, dal giuramento nelle mani dell'intendente. Il 15 gennaio segue l'insediamento. 

Matteo Rinaldo (1º gennaio 1847-22 aprile 1848)
Figlio di Pietro, avvocato, quarantenne all'atto della candidatura il 2 agosto 1846. La sua designazione è approvata con Real decreto del 9 dicembre successivo, seguito il giorno 29 dal giuramento nelle mani dell'intendente. Il 1º gennaio 1847 avviene l'insediamento. Il 4 aprile 1848 Rinaldi lamenta con l'intendente di essere afflitto da reumatismi e da cronica malattia epatica con andamento nella circolazione, come da certificato medico allegato, per cui chiede un mese di congedo dalla carica in attesa che il ministero dell'Interno accetti le sue dimissioni; cosa che avviene il 19 seguente. Dal 23 aprile all'insediamento del successore il comune sarà retto da Donato de Majo, avvocato, 2º Eletto facente funzioni da Sindaco.

Gennaro Nola (23 ottobre 1848-24 ottobre 1849)
Figlio di Luigi, avvocato. La sua designazione è approvata con Real decreto del 5 ottobre 1848, seguito il giorno 21 dal giuramento nelle mani dell'intendente. Il 23 avviene l'insediamento. Dal 25 ottobre 1849 sarà sostituito da Donato de Majo, 2º Eletto facente funzioni da Sindaco. Successivamente sarà consigliere d'Intendenza.

Giuseppe Farina (4 aprile 1850-11 agosto 1853)
Figlio di Luigi, avvocato, cinquantaduenne all'atto della candidatura il 4 novembre 1849; una nota informativa di lui dice che Negli sconvolgimenti politici del 1848 tenne regolare condotta. Esercita la professione legale. Si reputa onesto. La sua designazione è approvata con Real decreto del 6 marzo 1850, seguito il 4 aprile dal giuramento nelle mani dell'intendente. Quello stesso giorno avviene l'insediamento. Il 1º agosto 1852 si propone la sua conferma per il triennio successivo, ma egli rifiuta, per cui si nomina Federico Vernieri, la cui designazione è approvata con Real decreto del 6 aprile 1853; ma il 16 giugno successivo Giuseppe Farina, che si firma il Sindaco di finito impegno, protesta con l'intendente perché il Vernieri sta procrastinando il possesso della carica...dimostrando di essere suddito poco fedele. In realtà, il successore designato non assumerà mai la carica tant'è che dal 12 agosto 1853 Farina sarà sostituito dal 2º Eletto facente funzioni da Sindaco Gesualdo Casalbore. Su questi, il 22 novembre 1852, quando lo si proponeva, appunto, per la carica di secondo eletto, fu prodotto un rapporto di polizia che definiva la sua condotta Buona, Essendosi dimostrato sempre indifferente 

Giovanni Ruggi d'Aragona (19 gennaio 1854-2 febbraio 1856)
Figlio di Giuseppe, marchese, patrizio salernitano del seggio del Campo. Il 24 ottobre 1853 il Re accoglie la rinuncia di Federico Vernieri ad essere investito della carica di sindaco di Salerno; in pari data approva la designazione di Giovanni Ruggi d'Aragona. Ma anch'egli appare restio ad espletare il mandato, tant'è che il 22 dicembre l'Intendenza lo condanna al pagamento di una multa di sei ducati da versarsi a favore dello stabilimento delle trovatelle da istallarsi in Cava; in realtà, il marchese Giovanni non pagherà mai questi sei ducati, poiché la multa gli verrà condonata a seguito di una sua supplica del 27 agosto 1856, a mandato sindacale ormai espletato. Il 10 ottobre 1855 Giovanni Ruggi era stato proposto per un nuovo mandato, dopo che i tre candidati prescelti, fra cui Errico Bottiglieri che poi sarà il successore, parevano restii ad assumere la carica; nell'occasione è descritto quarantottenne, proprietario, di istruzione sufficiente. La vicenda di questa multa suggerisce una piccola riflessione sui costumi dei tempi. Evidentemente, alla metà dell'Ottocento il comminare multe non era utilizzato come mezzo per impinguare le casse comunali o dello Stato, ma soltanto per richiamare all'ordine i cittadini.

Errico Bottiglieri (3 febbraio 1856-18 luglio 1857)
Figlio di Felice, possidente, trentottenne all'atto della candidatura il 5 agosto 1855, è definito di istruzione sufficiente. Un rapporto di polizia, Osservazioni sulla condotta, datato 22 novembre 1852, quando lo si proponeva come eletto, lo definiva Attendibile in Politica. Un nuovo rapporto, datato 3 settembre 1855, di lui dice che è un Guardia d'onore, giovane dedito al gioco, e la sua casa è frequentata da persone do ogni sorta di colori, di poca influenza pubblica; ma l'arcivescovo Marino Paglia appare di diverso avviso, infatti scrive come [Errico Bottiglieri, fra i tre candidati sindaco] sia degno della preferenza, come colui che alla perizia e intelligenza delle cose unisce una sveltezza nella esecuzione de' doveri annessi alla carica. Il 26 gennaio 1856 il Re approva la sua designazione. Seguono, il 3 febbraio, il giuramento e l'insediamento. Già posto in concedo per motivi di salute, il 18 luglio 1857, con Reale rescritto, si accoglie la sua rinuncia al mandato. Dal giorno successivo è sostituito dal 2º Eletto facente funzioni da Sindaco Vincenzo Pierri, poi da Giuseppe Vietri con la stessa qualifica.

Pietro Maria Alfani (8 marzo 1858-4 aprile 1860)
Figlio di Giovanni Alfonso, avvocato, originario di San Cipriano Picentino. La sua candidatura è decisa d'ufficio dall'intendente di Principato Citeriore il 14 gennaio 1858. Il 23 febbraio il Re approva la designazione. L'8 marzo avviene il giuramento e l'insediamento. Dal 5 aprile 1860 sarà sostituito dal 2º Eletto facente funzioni da Sindaco Emiddio Lanzara.

Sergio Pacifico (4 agosto 1860-23 luglio 1861)
Figlio di Giovanni, avvocato. All'avvio del suo mandato era già iniziata l'avventura dei garibaldini, sbarcati a Marsala l'11 maggio; il 6 settembre saranno a Salerno e il Cittadino Sindaco riceverà comunicazioni dal comando della guarnigione in città su carta intestata In Nome di Vittorio Emanuele, Re d'Italia, e del generale Giuseppe Garibaldi, Dittatore. Immediatamente, soppressa l'Intendenza, è in attività il Governo Civile e Amministrativo della provincia del Principato Citeriore in attesa dell'istituzione delle prefetture. Il 15 di quello stesso mese Pacifico, seguendo quanto andavano facendo i vertici delle amministrazioni locali e di altri enti provinciali, scrive al governatore: Signore, Per l'uso di risulta mi onoro inviarle l'atto Decurionale attinente all'adesione fatta da questo Municipio all'Unità Italiana sotto lo scettro del Magnanimo Re d'Italia Vittorio Emmanuele, e la Dittatura del Glorioso Gen.e Giuseppe Garibaldi. Il documento non reca alcun timbro comunale, né il vecchio, con lo stemma borbonico, né il nuovo, con quello sabaudo. Del 23 luglio 1861 saranno gli ultimi atti a firma del secondo eletto Emiddio Lanzara Pel Sindaco in permesso; il successivo giorno 25 comparirà la nuova figura dell'Assessore facente funzioni da Sindaco nella persona di Gaetano Natella; contestualmente, per i timbri ufficiali, l'entità territoriale non sarà più il comune, ma il municipio.