News

Ti trovi in: Home  »  Salerno  »  Origini di Salerno
Condividi su  Facebook Condividi su  Twitter Consiglia la pagina

Origini di Salerno

ORIGINI DI SALERNO

Quando, dove e come ebbe origine la città di Salerno con sicurezza non si può rispondere a nessuna delle tre domande e perciò molte sono in proposito le supposizioni degli studiosi. Infatti, lo storico salernitano Antonio Mazza, dopo aver citato alcune tra le molte ipotesi, dice: Nè di più riuscì ad accertare lo storico longobardo Erchemperto sull'origine di Salerno, sebbene egli avesse studiato in proposito molti codici latini, caldei e greci. La città di Salerno, contigua al mare, detto "Salum" e per il fiume che si chiama "Lirnum", dall'unione di questi due nomi fu detta Salernum. O diciamo che Salernum viene chiamata dal fiume Silarus della Lucania, prossimo alla città di Salerno o da "Sale" ed "Erno", già esistente nelle vicinanze della città o dalla Regina Elerna figlia di Noè. Perciò riteniamo che, probabilmente Salernum fu fondata da Sale, pronipote di Noè, con il quale ha massima somiglianza nel nome.

L'espertissimo Gattula cantò:
"Salernum, dopo il diluvio fu fondata da Sale pronipote di Noè.
Esultà, per il cui amore Arphadax chiamò col tuo nome il primogenito Sale.

E Michele Zappulo dice: Fu Salerno edificata da Sem, come si legge nell'ufficio di quella chiesa, approvato da sommi pontefici e nelle croniche di quella città. E non si deve omettere ciò che è detto in "Chronica Salernitan Ljcei", da parte del Rabino Helinum che, primo fra tutti, trattò di medicina in Salerno, in lingua ebraica. Lo stesso Sem fondò cinque città comincianti con la lettera iniziale del suo nome. La prima fu Sipontium, la seconda Samnia, la terza città fu Salernum, la quarta Surrentum, la quinta fu Sena Vetus, che si trova dalle┬áparti della Toscana. Pertanto è molto probabile da quanto è stato detto, che Sale, figlio di Arphadax e pronipote di Noè, abbia fondato Salerno e le abbia dato il suo nome. Se fosse stato così, se, cioè, Salerno avesse avuto un'origine così lontana, come potrebbe spiegarsi un silenzio di essa per tanti secoli fino all'epoca della seconda guerra punica? Infatti, nel 197 a.C., Roma mise in vigore una legge per cui si dovevano fondare cinque colonie marittime di cittadini romani, a Vulturum, Liternum, Puteoli, ad Castrum Salerni ed a Beneventum. E così, furono inviati a Salerno trecento cittadini romani per fondarvi la colonia marittima. Logicamente a quel tempo Salerno per essere scelta a colonia doveva già avere una certa importanza, ed al punto tale che i salernitani avevano preso parte alla seconda guerra punica, quali alleati di Roma, combattendo così valorosamente contro Annibale da essere ricordati e magnificati da Scipione L'Africano quali "pugnaci guerrieri lanciatori di giavellotti". D'altra parte, un certo abitato che in quei tempi lontani avesse già un "Castrum", cioè una fortezza rispettabile, doveva essere abbastanza grande ed agguerrito. Ma da quanto tempo esisteva Salerno? A questo punto bisogna segnare il passo e scrutando nel passato, studiando avanzi e ricordi e servendosi di logiche argomentazioni, cercare di avanzare ipotesi più o meno accettabili. Perciò dobbiamo ritornare indietro ad alcuni secoli prima del 197 a.C. (anno della legge sulle colonie), al VII o VI secolo a.C., al tempo in cui comparvero i Greci (Eubei, Calcidesi, Megaresi; Achei) i quali, ad ondate successive, via mare, vennero in occidente e fondarono in quei lidi, colonie simili alla Madre Patria. I Greci giunsero per prima alle coste dell'Italia Meridionale e furono propriamente i Calcidesi dell'Eubea, i quali, attraversato lo stretto, avanzarono lungo i lidi occidentali d'Italia e quindi giunsero in vista della felice terra campana, ed attratti dalla impressionante fertilità del terreno, vi si stanziarono e fondarono Cuma, la prima colonia greca in Italia. E tanto grande fu la floridezza raggiunta in breve tempo da questa città, che essa fondò, a sua volta altre città, tra cui Napoli (Nea Pòli - Città Nuova). Intanto, altri naviganti greci approdavano alle coste del mare Ionio e del Tirreno e sorsero così Locri, Reggio, Crotone, Sibari, Poseidonia (Paestum) ed Elea. Questi ed altri centri furono detti della Megàli Ellada (Magna Grecia), come se gli stessi Greci avessero voluto far comprendere che queste terre erano diventate più grandi della stessa Grecia. Questi centri non erano deserti quando vi misero piede i Greci, ma abitati dalla "gente italica" appartenente a popoli indo-europei e precisamente del gruppo Sabelico. Gli indigeni furono spinti all'interno dai Greci, perchè a questi interessava soprattutto rimanere padroni assoluti degli approdi che si trasformavano in breve tempo, in ricchi empori, vere e proprie stazioni di scambio tra i prodotti agricoli locali ed i prodotti industriali d'oltre mare. Ma queste colonie via via che si arricchivano e la loro floridezza aumentava, diventavano anche centri d'arte e di cultura, facendo, conseguentemente, risentire a loro volta, il benefico influsso della civiltà greca su tutta la penisola italiana. Ancora oggi, nelle nostre terre, si possono ammirare, per citare i più importanti, i suggestivi resti dei grandiosi templi di Paestum, solenni esemplari della maestosa architettura dorica, e a Velia, i segni gloriosi di una raffinata civiltà, in quella terra di grandi pensatori, dove circa 2500 anni addietro, già discutevano di filosofia e di atomi, Senofane, Parmenide, Zenone e Leucippo. Ma poi arrivarono in Italia gli Etruschi, popolo misterioso. Erodoto, il grande storico greco dice che questa gente venne da Lidia, regione dell'Asia Minore, verso l'8 secolo a.C.. Gli Etruschi avevano un grande capo che li guidava, Tirreno, e da questo presero il nome di Tirreni. Trovarono le coste dell'Italia Meridionale occupate dai Greci e quindi si spinsero fino alla Toscana dove già si erano affacciati gli Umbri. In seguito gli Etruschi scesero, passarono il Tevere, entrarono nel Lazio e dominarono anche Roma al tempo dei Tarquini (secoli VII e VI a.C.). Quando gli Etruschi arrivarono nelle nostre contrade, a due passi dall'attuale Salerno, esisteva una città greca "Irna", ed era messa propriamente là dove ora si trova Fratte, sul fiume Lirnum. Gli avanzi dell'antichissima necropoli di Irna dicono di un centro ricco, industriale e commerciale, con un proprio sbocco al vicino mare, nei pressi di un borgo marinaro chiamato Irnum, a destra della foce del fiume Irnum. Da studi molto recenti, sembra che questo centro marittimo "Irnum" fosse a sua volta lo sbocco a mare di un'altra città greca "Aminna", che si trovava proprio là dove ora è Salerno. Ciò premesso, ci sembra d'essere giunti al punto tale da poter stabilire, con una certa logica, almeno l'origine del nome Salernum. Esso, quindi, risulterebbe dall'unione di "Salum" ed "Irnum", inteso "Salum" come "rada" ed "Irnum" come porto di Irna, allo sbocco del fiume Lirnum. Si sarebbe avuto così: Salum-Irnum: Saluirnum: Salirnum: Salernum. Ma "Salum" è anche l'antico nome del torrente che scende da Canalone, forma una cascata e quindi scorrendo per via Fusandola e passando sotto la Villa Comunale, arriva al mare. Perciò, Salernum potrebbe indicare la città posta tra il torrente Salum ed il fiume Irnum.

Fonte: "Storia di Salerno" di Luigi Carella