Mela annurca Campana IGP

Pubblicato da giancarlo il

Definita la “regina delle mele” in virtù delle sue spiccate qualità organolettiche: sapore, gusto e aroma, la mela annurca campana comprende i frutti delle varietà Annurca e Annurca Rossa del sud. L’Annurca è famosa per la sua polpa bianca croccante e compatta, gradevolmente acidula e profumata. La sua raffigurazione nei dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano ed in particolare nella Casa dei Cervi, testimonia l’antichissimo legame dell’Annurca con la Campania Felix. Luogo di origine sarebbe stato l’agroputeolano, Plinio il Vecchio parla di Orcole quando descrive le mele che si producevano all’epoca in Pozzuoli. Sicuramente le condizioni pedoclimatiche tipiche degli areali di coltivazione in cui si esalta, inducono in detta mela, quella fragranza e quel sapore unico ed inimitabile. Uno degli elementi di tipicità che certamente caratterizzano l’annurca è l’arrossamento a terra che tale mela subisce nei “melai”, un tempo rivestiti di strati di canapa detti “cannutoli” oggi sostituiti da altri materiali (paglia di cereali, trucioli di legno etc.). Questa pratica è volta a completare la maturazione della mela e si opera adottando metodi tradizionali con procedure effettuate tutte a mano. Ed è proprio tale fase che ne esalta le caratteristiche qualitative, conferendo tipicità al prodotto “mela annurca”. E’ coltivata quasi esclusivamente in Campania, dove è diffusa in tutte le province sia la cultivar tradizionale che il suo mutante più noto, l’Annurca Rossa del Sud, ed esprime una produzione di 50.000 tonnellate medie annue su circa 5000 ettari. Le qualità della mela annurca, fino ad oggi apprezzate particolarmente dai consumatori campani e laziali, ai quali viene destinata la maggior parte della produzione, stanno progressivamente conquistando sempre maggiori spazi anche nei mercati dell’Italia centro-settentrionale. Certamente il riconoscimento IGP potrà e dovrà essere un elemento da utilizzare per sviluppare oltremodo sui mercati la diffusione di questa mela, con l’obiettivo di portare oltre regione quanto il territorio campano esprime e di soddisfare le aspettative di chi ha investito e creduto nella mela annurca.

Alcune proprietà della Mela Annurca
Ricca di fruttosio, con un tasso di cellulosa dello 0,9%, concentrato per lo più nella buccia, esalta le qualità digestive graduando l’assorbimento del glucosio, quindi di grande beneficio per i diabetici.
Abbassa il colesterolo nel sangue, perchè ostacola il suo assorbimento mediante il fitosterolo e la pectina che rendono il colesterolo alimentare inassimilabile.

Epoca di produzione
L’epoca di raccolta della mela Annurca si individua nella seconda decade del mese di ottobre, la fase di arrossamento nei melai si protrae per circa due mesi. Giunti alla metà di dicembre, la massa delle mele, tutte di un bel colore rosso, viene preparata per il consumo o per la conservazione, che in alcuni casi può prolungarsi sino all’estate dell’anno successivo.

Testo tratto da “Itineraria Picta” – Percorsi e Itinerari tra storia e natura
della Comunità Montana “Zona Monti Picentini”

SAN MANGO PIEMONTE – Città della mela annurca

La città della Mela Annurca è una delle “Città d’Identità” inserite nella rete RES TIPICA, un progetto di marketing territoriale per la tutela e la valorizzazione dei prodotti tipici locali, intesi come beni culturali, e promosso dal Dipartimento Attività Produttive dell’A.N.C.I. – Associazione Nazionale Comuni Italiani. Nel quadro nazionale, la Campania è la regione che, oggi, raggiunge i livelli di produzione più alta, circa il 90%. Ma il rapporto con il nobile frutto ha origini antiche. Le raffigurazioni rinvenute negli scavi di Ercolano nei dipinti della Casa dei Cervi, domus sopravvissuta all’eruzione del Vesuvio del 79 d.C., testimoniano un legame antico con la terra campana. Plinio il Vecchio, nel “Naturalis Historia”, ne attribuisce la nascita all’agro puteolano e, poiché Pozzuoli veniva considerata dallo scrittore sede della porta degli inferi, il frutto venne chiamato “Mala Orcula” (con riferimento alla sede dell’orco). Nel ‘500, Giovan Battista della Porta, studioso di filosofia e di magia naturale, nel descrivere le mele che si producevano a Pozzuoli utilizzò la definizione di “forcole”. Nel corso dei secoli, poi, il nome fu trasformato da varie inflessioni dialettali fino ad assumere, nell’ottocento, la forma attuale di “Annurca”, come compare nel Manuale di Arboricoltura di G.A. Pasquale. Oggi la Mela Annurca ha ottenuto dalla Comunità Europea il riconoscimento del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). I comuni che aderiscono alla “Città della Mela Annurca” sono impegnati in un ampio progetto di intervento e di sensibilizzazione rivolto alle comunità che accolgono le coltivazioni di questo frutto. L’Associazione si propone di lavorare per la ricomposizione di un solido tessuto agricolo che sia in grado di incrementare e valorizzare la presenza della preziosa mela valorizzando, al tempo stesso, l’identità ed il patrimonio culturale dei territori che la producono.

Testo tratto da “Itineraria Picta” – Percorsi e Itinerari tra storia e natura
della Comunità Montana “Zona Monti Picentini”

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